ARTRITE REUMATOIDE e MICROBIOTA

L’artrite reumatoide (AR) è una malattia autoimmune e infiammatoria cronica che coinvolge le articolazioni.

In individui geneticamente predisposti, l’influenza di fattori ambientali può portare ad una rottura della tolleranza immunitaria agli auto-antigeni, comprese le proteine ​​citrullinate e carbamilate. Diversi fattori ambientali, come il fumo di sigaretta, l’inquinamento atmosferico, la polvere, l’alimentazione e le infezioni, contribuiscono allo sviluppo dell’autoimmunità sistemica e alla comparsa di autoanticorpi anni prima dell’insorgenza clinica della malattia.

La dieta e i nutrienti hanno ricevuto una notevole attenzione in quanto potenziali fattori ambientali che influenzano lo sviluppo e il decorso della malattia. Scelte dietetiche specifiche possono infatti mostrare effetti pro-infiammatori (es. carne rossa, sale, alimenti altamente processati) o al contrario ridurre l’infiammazione (es. verdura, frutta, semi oleosi e frutta secca).

La distribuzione della prevalenza dell’AR mostra una maggiore incidenza nei paesi occidentali rispetto al mondo orientale e ai paesi in via di sviluppo. La dieta occidentale, caratterizzata da un elevato apporto di carne rossa, grassi saturi e trans, un basso rapporto di acidi grassi omega-3:omega-6 e un elevato consumo di carboidrati raffinati, è stata associata a un aumento del rischio di AR principalmente attraverso un aumento dei processi infiammatori, di insulino-resistenza e obesità.

Recentemente anche il microbiota è stato incluso tra i fattori determinanti nella comparsa e sviluppo di questa malattia. Nello specifico è emerso come la composizione microbica nei soggetti con AR precoce è diversa dai controlli sani, con una riduzione di Bifidobacterium e Bacteroides, e un marcato aumento delle specie appartenenti al genere Prevotella. Alcuni farmaci usati per trattare l’artrite reumatoide hanno effetti antimicrobici e potrebbero ridurre l’efficacia terapeutica proprio per l’effetto negativo che hanno sul microbiota intestinale. La disbiosi intestinale può infatti compromettere la risposta immunitaria e creare interruzioni dell’autotolleranza agli autoantigeni citrullinati. Per questa ragione la cura del microbiota intestinale rappresenta un obiettivo principale per future strategie di intervento dell’AR.