Malattie sistemiche

La sindrome metabolica e i suoi componenti come l’obesità, l’ipertrigliceridemia, il diabete mellito di tipo 2 e l’ipertensione arteriosa affliggono le società occidentali con un trend preoccupante non solo per la popolazione adulta ma anche per i bambini.

Tuttavia, la sindrome metabolica non riguarda solo le malattie cardiovascolari, ma anche il fegato con una maggiore incidenza di steatosi epatica non alcolica.

I fattori maggiormente influenti su queste condizioni patologiche sono: la genetica, il microbioma intestinale, la dieta e lo stile di vita. In particolare, i fattori dietetici intesi non solo come quantità, qualità e composizione alimentare, ma anche come tempi di assunzione giornaliera (ritmi circadiani), sono implicati nella promozione di difetti metabolici e determinano la composizione del microbiota intestinale.

Le principali alterazioni nel microbiota intestinale degli individui con sindrome metabolica sono un aumento del rapporto Firmicutes/Bacteriodetes e una ridotta capacità di degradare i carboidrati in acidi grassi a corta catena (SCFA), importanti molecole bioattive coinvolte in moltissimi processi biochimici. Questi due importanti cambiamenti a livello intestinale sono in grado di influenzare l’integrità della barriera intestinale, con la possibile traslocazione nel flusso sanguigno di microrganismi vitali o parti di essi con attività infiammatoria (es. LPS), lo stato di infiammazione locale e sistemica (rilascio di citochine pro-infiammatorie), l’assunzione di cibo e l’accumulo di grasso corporeo (anche attraverso stimolazione diretta dell’ipotalamo – asse intestino cervello) e la sensibilità all’insulina.

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