Sistema gastroesofageo

La composizione del microbiota esofageo è fortemente influenzata dai microrganismi provenienti dalla cavità orale. Molti fattori tra cui la malnutrizione e lo stile di vita inadeguato possono portare a disbiosi del microbiota esofageo e/o orale, che può alimentare l’infiammazione e la genesi di tumori. Si ritiene che l’esposizione cronica dell’esofago all’acido gastrico e ai sali biliari siano fattori alla base della patogenesi della malattia da reflusso gastroesofageo, dell’ulcera peptica e dell’adenocarcinoma del tratto gastro-esofageo.

Lo sviluppo di farmaci che bloccano la produzione di acidi gastrici (IPP; ad esempio omeprazolo, lansoprazolo, pantoprazolo), ha rivoluzionato la gestione della malattia da reflusso gastroesofageo e dell’ulcera peptica. Sebbene gli IPP siano stati a lungo considerati farmaci ben tollerati, ci sono numerose pubblicazioni che riportano potenziali effetti avversi dovuti ad alterazioni del microbiota orale e gastrointestinale causati del cambiamento di pH dello stomaco. Il grado di cambiamento nel microbiota intestinale associato agli IPP è paragonabile a quello indotto dagli antibiotici.

Poiché l’acido gastrico uccide i microrganismi ingeriti, chi fa uso cronico di IPP riducendo la secrezione di acido gastrico, aumenta il rischio di infezione enterica (ad esempio da salmonella e campylobacter) e induce una maggiore permeabilità intestinale aumentando la suscettibilità a colite.

Un’altra importante malattia dell’esofago è rappresentata dall’esofagite eosinofila. Sebbene si ritenga che la causa principale di questa malattia sia un’ipersensibilità alimentare non mediata da IgE, sono stati segnalati anche livelli aumentati di batteri Gram-negativi (ad esempio Neisseria, Corynebacterium, Haemophilus).

Un microrganismo bivalente nella patofisiologia umana è sicuramente l’Helicobacter pylori. Questo batterio ha chiari effetti patogeni che portano a gastrite cronica, ulcere e successivamente adenocarcinoma gastrico e linfoma delle mucose (MALT). Recentemente è stato dimostrato che l’infezione precoce da H. pylori riduce significativamente il rischio di sviluppare asma e celiachia più avanti nella vita. Molti di questi effetti benefici sono indotti dalla modulazione del sistema immunitario tollerogenico (Treg) da parte di H. pylori, che aiuta il batterio a persistere nell’ospite umano. Pertanto, H. pylori viene definito “patobionte”, un termine che specifica i batteri con uno stile di vita commensale e patogeno determinato non solo esclusivamente dai tratti caratteristici del batterio stesso, ma anche dall’ospite (ad esempio età, composizione del microbiota) e fattori ambientali.

Come posso aiutarti?

Contattami per ricever euna mia consulenza